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Gianlu's SpaceOrgan for passion... organ for life!... August 07 Addio...E pensare che poco più di due mesi fa, quando la tua, la nostra adorata nonna Piera ci ha lasciati, eri tu a venire da noi, per sentire abbracci calorosi da parte di chi in quel momento così difficile ti stava vicina. Ci abbracciavi, e dicevi “Nonna Piera..., la nostra nonna Piera non c'è più, non è più con noi”. Singhiozzavi. Le ricordiamo bene quelle lacrime; lacrime di chi ha perso la mamma, di chi ha perso il punto di riferimento e sente il disperato bisogno di aggrapparsi a qualcosa, a qualcuno, che forse nemmeno esiste più. Ricordiamo bene le sere del Rosario al mese di Maggio, quando con calma e pazienza – specie negli ultimi tempi in cui era presente anche lei - accompagnavi la tua mamma a sedere, in chiesa, per la recita delle preghiere. Vi sentivamo pregare, insieme, l'una accanto all'altra; le parole dette contemporaneamente, all'unisono. Eravate così simili. E chissà quante volte in questi due mesi avrai pensato e ripensato a questi ed altri momenti. Ma la tua forza d'animo non ti ha abbandonata nel momento del bisogno. Sei andata avanti, continuando a vivere seppur con quel dolore per te nuovo e così insopportabile. Riuscivamo a intravederti ultimamente, con la tua bicicletta mentre ti dirigevi verso la chiesa. Già. La chiesa con “a capo” proprio il tuo caro fratellone Gian Piero; sì, perchè secondo noi eravate i due più inseparabili, e sempre lo sarete. Magari sistemavi meglio un vaso, spazzavi un po' il cortile, o aggiungevi un po' d'acqua ai fiori, quei fiori che la tua cara mamma per tanti anni ha gelosamente curato. E poi via.
Sappiamo che ora il tuo pensiero è rivolto ai tuoi cari, alla tua famiglia, e in modo particolare a Gian Piero: stai tranquilla, gli staremo noi vicino. Sempre.
E' strano. L'ultima volta che ti ho incontrata è stato proprio in S. Evasio, un non lontano sabato pomeriggio. Terminata la messa prefestiva ci siamo ritrovati fuori dalla porta della sacristia. Ti ricordasti di aver incontrato la mia nonna, qualche mattina prima, e di averle promesso di farle avere al più presto un ricordino di nonna Piera. Ti impegnasti di chiederne uno a Gian Piero, che gentilmente mi porse. E' strano. Sabato sera passato, al concerto del Gruppo Vocale e Strumentale, proprio mentre cantavamo, tu eri “sotto i ferri”, venivi operata. E sai, quel concerto – in fondo – era per te; per nonna Piera e per te. Cantando ho pregato, abbiamo pregato che tutto andasse per il meglio. E' strano. Ci siamo ritrovati con don Gian Piero dopo il concerto. Era felice. L'operazione era andata a buon fine. Festeggiavamo, bevevamo, ridevamo. E' strano. Oggi, tre giorni dopo quella sera, passeggio per la città, e sulle affissioni c'è un manifesto con una croce, con scritto il tuo nome in grande. E' strano. Ci hai lasciati così presto, senza preavviso. Così. “Dall'oggi al domani”.
Ma di una cosa possiamo consolarci: ora tu sei con la tua mamma, il dolore di quella perdita è cessato, e siamo sicuri che insieme vi godrete la vita eterna. Sì, è così. E' questa la realtà, e anche se ora il dolore è così forte per noi, lo accetteremo, ed è insieme a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti, ai parrocchiani, ai tuoi famigliari ed amici, che ti diciamo:
GRAZIE DI CUORE, RENATA. TI ABBIAMO VOLUTO BENE, SEMPRE TE NE VORREMO...
Gianluca (& Co.) August 05 Organo Vegezzi-Bossi; Cattedrale S. Giusto, Susa (TO)
Unioni: I/P; II/P; II/I; Subottava II/I; Superottava II/I; Superottava I. Pistoncini al I: Annullatori Ripieno, Principale 16', Combinazioni fisse (PP, P, MF, F, Tutt'organo), Annullatori. Pistoncini al II: Cambio al Pedale, Combinazioni fisse (PP, P, MF,Concerto Viole), Annullatori fisse, Tremolo. Pedaletti: I/P, II/P, II/I, Ripieno, Tromba, Gran Forte Staffe: Crescendo e Espressione In allegato, una fotografia del prospetto, e in Windows Media Player si può ascoltare una registrazione dello strumento. Alla prossima! December 24 Auguri!Quanto tempo che non scrivo più sul blog, ma si sa, gli impegni sono sempre tanti. Purtroppo è successo ciò che temevo, che lo avrei trascurato un po'. Spero, con l'anno nuovo, di riuscire a curarlo un po' di più, tra gli altri impegni, la scuola, l'organo... E già che ci sono auguro a tutti un buonissimo Natale; ovunque voi siate spero che possiate divertirvi con i vostri cari. E ai miei amici organisti, auguro anche buona fortuna, perchè so quanto loro che questo è uno dei periodi critici, un po' incasinati
BUONE FESTE!!! November 21 Organo Santuario S. Rita - TorinoBentornati! I Manuale GRAND'ORGANO
II Manuale POSITIVO
III Manuale RECITATIVO-ESPRESSIVO
IV Manuale SOLO
PEDALE
ACCOPPIAMENTI
Un saluto e alla prossima! Ciao
November 09 Organo Cattedrale di PalermoSalveee!
Un ringraziamento a Marco per aver gentilmente donato le sue fotografie...
E ora, un saluto e...
Alla prossima!
October 30 Organo Chiesa di Santa Galla (Roma)E finalmente, dopo un lungo periodo di assenza dovuto al computer, sono di nuovo qui per parlare di organi… Quello di oggi, è un Formentelli situato nella chiesa di Santa Galla a Roma. Prende vita nel 1967, ma è a Roma solo dal 1985, e due anni fa è stato sottoposto all’opera di restauro; grazie a ciò, il “nuovo” organo dispone di 80 registri (anziché 42), 4 tastiere manuali (anziché 3) e la pedaliera. Il suo prospetto si presenta piuttosto irregolare e con canne di Viejos 8’, Clarin 4’ e Tromba 8’ in facciata. Qui di seguito la disposizione fonica dopo il restauro e in basso 2 immagini (rispettivamente dopo e prima del restauro).
Ci si vede! Alla prossima! Ciao
October 08 Problemi tecnici :(Salve a tutti!! E' un po' di tempo che non mi faccio + sentire sul blog... Ma è per seri motivi, diciamo tecnici. Prometto che non appena riuscirò a risolvere qualche problemino ricomincerò a riempire il blog con altri organi. Alla prossima, spero il prima possibile!
Ciao September 14 Organo Chiesa S. Pio da Pietralcina a S. Giovanni Rotondo (Fg)Quale sarà l'organo di oggi?
Ciao ciao!!
Positivo Grand'Organo Recitativo Solo Pedale 72. Violone 16' 78. Clarone dolce 4' Unioni IV - I I - II I - Ped. - Organo a quattro manuali di 61 note Do-do e pedale di 32 note Do-sol. - Trasmissione meccanica per il pedale. September 11 Un po' di teoria... (parte 3°)
Salve gente!! Premettendo che oggi è il primo giorno di scuola dopo le vacanze… Ma ora passiamo alla spiegazione della consolle: essa è la centrale dell’organo, cioè la parte dello strumento nella quale vi sono tutti i comandi su cui agisce l’organista (tastiere, pedaliera, registri, pistoni, pedaletti, ecc.). Le tastiere (denominate anche manuali) hanno generalmente 5 ottave (61 tasti, dal Do n.1 al Do n.6) e possono essere di numero variabile: da una, a sei o addirittura sette. Ai lati delle tastiere (o più raramente nel frontale, sopra di esse) vi si trovano i registri, che comandano le corrispondenti file di canne. La forma di questi ultimi, può presentarsi in diversi modi: a placchetta reversibile (come gli interruttori della luce), a linguetta, a pomello, a manetta con incastro, ecc. Alla base della consolle vi si trova la pedaliera, che è una vera e propria tastiera, con tasti costituiti da lunghe stecche di legno, e che ad essa vi sono collegate le canne più grosse dello strumento: i bassi. La pedaliera viene suonata dall’organista, con il tacco e la punta dei piedi: questa affermazione potrebbe sembrare umoristica e denigrante, ma se osserviamo un esecutore mentre suona, ci rendiamo conto che essa svolge una funzione molto importante (queste parti sono visibili anche nelle fig. A del precedente articolo). La pedaliera, inoltre, con l’evoluzione della letteratura organistica nel corso dei secoli, dall’iniziale semplice compito di tenere premuti i tasti delle note più gravi della tastiera, è arrivata a svolgere delle parti musicali propriamente sue, con una partitura ben definita. A conferma di ciò, se analizziamo uno spartito di musica per organo, notiamo che i pentagrammi sono riuniti a gruppi di tre (invece che due, come quelli del pianoforte): uno riguarda la mano destra (quello superiore) un altro per la mano sinistra (quello in mezzo) ed infine uno per la pedaliera (quello inferiore) (fig. 1).Ed ora qualche accenno sulle tecniche di trasmissione. Fino alla seconda metà del 1800, tutti gli organi esistenti nel mondo avevano un fattore in comune: erano tutti a trasmissione ‘meccanica’. Questo significava che l’apertura delle valvole di immissione dell’aria nelle canne era azionata da fili di ferro (o listelli di legno) collegati alle tastiere ed alla pedaliera. Il vantaggio più importante consisteva nel fatto che questo sistema di trasmissione dava la possibilità (all’esecutore veramente esperto) di poter controllare l’apertura delle valvole in modo graduale o in modo istantaneo, premendo più o meno velocemente i tasti (cosa impossibile per tutti gli altri sistemi di trasmissione, come vedremo in seguito). Il problema più grave invece era determinato dalla durezza dei tasti che aumentava a mano, a mano che l’organo aumentava di dimensioni. Questo problema costringeva i costruttori ad escogitaresistemi di contrappesi atti a bilanciare il peso delle trasmissioni stesse, in modo che fosse meno faticoso suonare quegli strumenti. Un altro problema era costituito dal fatto che la consolle, per logiche motivazioni tecniche, era inserita a diretto contatto del corpo fonico: ciò è un considerevole vantaggio per l’uso concertistico, ma non lo è affatto per l’uso liturgico (in quanto l’organista si trova molto distante dalle assemblee, durante le Funzioni). Verso la seconda metà del 1800 comparvero i primi organi con trasmissione pneumatica, costituita da tubicini, che collegavano i tasti alle valvole di immissione dell’aria nelle canne: premendo un tasto si faceva entrare in pressione l’aria all’interno del relativo tubicino, in modo che essa svolgeva la funzione di servocomando per l’azionamento dell’apertura della valvola a cui il tubo era collegato. Questo tipo di trasmissione comportava alcuni vantaggi, ma anche dei gravi ed irrisolvibili problemi, che ne determinarono la quasi immediata decadenza. Il vantaggio maggiore era costituito dal fatto che non era più necessario premere con forza i tasti, in quanto il tocco era divenuto leggerissimo; si potevano suonare quindi organi di grandi dimensioni senza usare la minima fatica. Un altro vantaggio era derivato dalla possibilità di installare la consolle relativamente lontana dalle canne, in modo che l’organista poteva trovarsi più vicino all’assemblea. Per contro, la trasmissione pneumatica comportava un gravissimo problema: il ritardo di attacco, dovuto al tempo che l’aria impiegava per entrare in pressione (e quindi ad azionare l’apertura delle valvole sotto le canne): questo rendeva decisamente problematica l’esecuzione di brani molto veloci. Un altro serio problema era derivato dal fatto che questo tipo di organi necessitava di frequenti riparazioni: se si verificavano perdite d’aria, poteva accadere che alcune parti dello strumento rimanessero mute o, peggio ancora, si mettessero a suonare da sole (trasuoni). Il sistema di trasmissione pneumatica venne utilizzato per pochi decenni, anche perchè, all’inizio di questo secolo, con l’avvento dell’elettricità si pensò ad applicarla all’organo: ebbe origine così la trasmissione elettrica. Essa è costituita da fasci di sottili fili di rame isolato, nei quali scorre una corrente a bassa tensione (da 12 a 15 Volt circa) che fa scattare i relè (‘elettromagneti’) agganciati fisicamente ai tiranti delle valvole poste sotto le canne. Con quest’ultimo sistema si potevano unire i vantaggi del sistema meccanico (immediatezza d’attacco) e di quello pneumatico (dolcezza di tocco). Inoltre, con l’avvento della trasmissione elettrica, si sono potuti realizzare dei congegni (di notevole aiuto all’organista) che prima erano impensabili: • Circuiti di memorizzazione delle combinazioni di registri (che permettono di modificare con rapidità le combinazioni timbriche) • Raddoppi gravi ed acuti delle ottave (in modo che si possono ottenere effetti particolari e soprattutto un consistente aumento della potenza sonora nei forti) • La possibilità di spostare a piacimento la consolle (grazie alla flessibilità del cavo di collegamento tra la consolle e le canne) Purtroppo l’unico punto negativo della trasmissione elettrica lo si identifica nel fatto che, nonostante abbia assoluta immediatezza d’attacco, non permette di dosare la gradualità di apertura delle valvole di immissione dell’aria nelle canne (prerogativa unica degli organi a trasmissione meccanica). Per ovviare a questo inconveniente, ultimamente, si costruiscono anche organi ai quale viene applicata la trasmissione meccanica alle tastiere ed alla pedaliera, mentre viene applicata quella elettrica ai registri ed ai congegni di comando (pistoncini, pedaletti, combinazioni aggiustabili e fisse, ecc.). L’ultima generazione di organi a trasmissione elettrica si avvale anche dell’ausilio di interfacce elettroniche Midi, in modo che tutti i movimenti vengono controllati e gestiti da un computer. In definitiva, vorrei lasciare un piccolo specchietto riassuntivo con le note di base riguardanti l’organo:
- Il suo funzionamento è determinato dalla seguente successione di azioni:
E con questo direi che è davvero tutto (almeno per ora!...). Dimenticavo una precisazione che mi ha fatto notare Alberto, un organista come me. Nell’articolo precedente, in uno schema sui tipi di canne, la canna-registro del tipo “Voce Umana”, è erroneamente classificata come un’ancia: in realtà, come appunto detto da Alberto, questo registro, italiano, non è ad ancia, come invece lo è per esempio quello francese “Voix Humaine”.
Ok!! Ora, scuola permettendo, ricomincerò con la “classifica” degli organi italiani... Alla prossima!! Ciao!! September 08 Un po' di teoria... (parte 2°)Ed eccoci alla seconda parte della teoria sull’organo!! Come promesso, oggi vi illustrerò le parti che lo compongono… In fig. A ecco un immagine di un organo, così come lo possiamo vedere ad una prima occhiata… Ma ben si sa che l’organo è uno strumento assai complesso, perciò andremo a descriverlo meglio nelle sue componenti principali: ELETTROVENTOLA – MANTICI – SOMIERI – CANNE – CONSOLLE - TRASMISSIONE (fig. 1 ) Iniziamo con l’ELETTROVENTOLA: è una grande ventola azionata da un motore elettrico: girando vorticosamente, produce l’aria necessaria allo strumento per suonare (fig. 2 ). Anticamente, prima dell’avvento dell’energia elettrica, l’aria era generata da una serie di mantici di pompaggio manovrati manualmente da persone incaricate per questo compito: i ‘tiramantici’. I MANTICI sono dei grossi ‘soffietti’ (come quelli che si potevano vedere nelle vecchie officine dei fabbri) che hanno il compito di immagazzinare l’aria, inviata loro dall’elettroventola, e di stabilizzarla alla giusta pressione determinata in fase di costruzione dello strumento. La loro forma è generalmente di due tipi: a cuneo (con movimento con fulcro laterale) o a lanterna (a movimento verticale) (fig. 3 e 4). I SOMIERI sono dei grandi cassoni in legno, chiusi ermeticamente, in cui nella parte superiore vi sono dei fori dove vengono infilate le canne (fig. 5 ); si può quindi dire che i somieri fungono da basamento per le canne. Essi hanno il compito di distribuire l’aria (inviata loro dai mantici) alle canne, nella maniera desiderata dall’organista. Ciò è possibile perchè al loro interno ci sono dei meccanismi che permettono di far suonare solamente quelle file di canne che l’esecutore ha programmato; per comprendere meglio: se in un somiere vi sono 5 file di canne (es. Flauto, Viola, Tromba, Clarino e Oboe) si può scegliere di far suonare solo quelle Viola e Oboe, e far rimanere mute le altre. Perché tutto ciò avvenga senza problemi, è comprensibile che i somieri debbano essere costruiti con la massima precisione e con legno molto bene stagionato: la più lieve deformazione ne compromette il funzionamento, dando luogo ai tanto temuti ‘trasuoni’. Le CANNE sono ‘tubi’ di forme e materiali più disparati e costituiscono il corpo fonico, quindi la parte più importante dello strumento. La lunghezza determina l’altezza delle note emesse, mentre il timbro è determinato dal diametro (largo: timbro dolce / stretto: timbro aspro), dalla forma (cilindrica: timbro aperto / strozzata: timbro nasale) e dal materiale (metallo: timbro chiaro / legno: timbro cupo). Una fila di canne uguali tra loro determina un REGISTRO. Per quanto concerne la lunghezza, basta considerare che più le canne sono alte, più il suono è grave (e viceversa). Ad esempio: in un grande organo vi sono delle file di canne che raggiungono i 20 mt. d’altezza, che riproducono frequenze subsoniche (all’ordine di soli 8 Hz) che corrispondono al registro ContraProfondo 64’ (da leggersi 64 piedi, in quanto, per convenzione internazionale, come unità di misura dell’altezza delle canne viene utilizzato il piede inglese - simboleggiato da un apostrofo a fianco del numero - che corrisponde a 33 cm. circa; fanno eccezione solo gli organi costruiti in Paesi di dominazione spagnola, che in genere utilizzano il palmo, equivalente a 20 cm. circa). Le canne possono appartenere alla famiglia delle LABIALI, cioè quelle più comuni, che poco al di sopra della loro base, hanno un taglio trasversale da cui esce il suono (ad esempio Flauto), ed alla famiglia delle ANCE, che si presentano generalmente come un lungo cono rovesciato alla cui base (all’interno dell’imboccatura, o piede) vi è inserita una làmina vibrante, in ottone: l’ancia (ad esempio Tromba, Oboe). In questo caso, essendo la làmina a generare il suono, la canna ha solo lo scopo di amplificare, come una cassa armonica; volendo, si potrebbe togliere la tuba (o corpo) ma il suono che ne risulterebbe, sarebbe mediocre e di scarsa potenza. Quest’ultimo tipo di registri è il più potente di tutti quelli dello strumento, ma sono soggetti ad un fastidioso inconveniente: si stonano molto frequentemente. Alcuni esempi di canne-registri sono rappresentati in fig. 6 . Considerazioni importanti: un organo necessita di un gran numero di canne, perché ognuna riproduce un solo ed unico suono (e non un altro). Esempio: una canna di Flauto non può emettere anche il suono di una Viola, né quello di una Tromba, né quello di un Ottavino. Pertanto, più sono numerose le file di canne, più lo strumento è ricco di combinazioni timbriche e (di conseguenza) più lo strumento è grande. Il numero di canne non è limitato a quelle che si vedono nella tribuna di facciata (come spesso ingenuamente credono coloro che non conoscono l’organo): addirittura talvolta le canne di mostra sono mute! Esse adempiono a due compiti molto importanti: • Riparare dalla polvere le canne vere, in quanto la polvere e l’umidità sono i peggiori nemici per l’organo • Funzione estetica, in quanto le canne vere sono disposte con un ordine tecnico, dettato da esigenze costruttive
Ok, credo che fin qui possa bastare, credo che sia già abastanza complicato!!! Alla prossima!!!! Ciao!! |
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